
A ottobre il problema dell’abbigliamento cambia natura. A settembre la sfida era il caldo di giorno e il fresco di sera. Adesso è un’altra: la mattina fa freddo, l’aula è surriscaldata, fuori magari piove, e la sera il locale è pieno di gente e diventa una sauna.
Serve una strategia a strati. Vediamo come.
Il giorno della discussione
Il codice resta quello di sempre: sobrio, curato, senza esagerare. Blu e grigio funzionano sempre, il nero è sicuro, i colori troppo accesi meglio lasciarli alla festa.
Il tema vero, a ottobre, è la temperatura. Le aule universitarie in questa stagione sono imprevedibili: o gelide o bollenti. La soluzione è vestirsi a strati sottili, così potete togliere la giacca o il cardigan senza restare in maniche corte.
E poi c’è la pioggia. Presentarsi alla discussione con i capelli fradici e le scarpe zuppe è l’inizio peggiore possibile. Ombrello grande, scarpe chiuse che reggono l’acqua e, se piove davvero, un cambio di scarpe da tenere in borsa. Sembra eccessivo finché non vi capita.
Un consiglio sulle foto: gli abiti di lana pesante e i cappotti voluminosi appesantiscono molto nelle immagini. Se sapete già che farete un servizio fotografico all’uscita, tenetene conto.
Il passaggio dalla discussione alla festa
Tra la proclamazione e la festa passano in genere alcune ore. Se potete tornare a casa, fatelo. Se non potete, portate un cambio essenziale: cambiare camicia, scarpe e un accessorio è sufficiente a segnalare che la giornata formale è finita.
Per le donne, il trucco che funziona meglio è un abito che regge entrambi i momenti, con un blazer che lo rende sobrio per la commissione e senza il quale diventa da sera. Per gli uomini, vale lo stesso con la giacca.
Alla festa: dipende dal locale, ma il cappotto pesa
In autunno la scelta dell’outfit per la serata va fatta pensando a tre momenti diversi: l’arrivo dall’esterno al freddo, le ore dentro al caldo, e l’uscita a notte fonda quando la temperatura è scesa ancora.
Per una serata in discoteca o in un locale con musica, puntate su qualcosa di leggero e traspirante per la parte interna, e accettate che il cappotto finirà al guardaroba. Verificate prima se il locale ha il guardaroba e se è a pagamento, e portate qualche euro in contanti: la coda all’uscita è già abbastanza lunga senza il problema del pagamento.
Per una cena in un ristorante o in una location fuori città potete alzare il livello e scegliere l’abito più importante: ci si muove meno e la temperatura è stabile.
Le scarpe, di nuovo
È il punto in cui si sbaglia sempre. La giornata della laurea è lunghissima: discussione, foto, spostamenti, festa fino a tardi. A ottobre ci si aggiungono strade bagnate e marciapiedi scivolosi.
I tacchi vanno benissimo per la parte delle foto. Per il resto della serata, un secondo paio in borsa è la mossa che vi salverà. Vale anche per gli uomini con le scarpe nuove comprate apposta, che dopo cinque ore fanno male esattamente come i tacchi.
E gli invitati?
Scrivete una riga nell’invito con l’indicazione del posto: “cena al ristorante”, “serata in discoteca”, “location fuori città, si consiglia l’auto”. I vostri amici capiranno da soli come vestirsi, e le foto di gruppo ne guadagnano.
Un’idea che costa zero e funziona: un colore comune concordato con il gruppo più stretto. Non un dress code rigido, solo un accordo di massima, ma nelle foto la differenza si vede.
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